venerdì 6 febbraio 2015

Recensione: "Follie di Brooklyn" di Paul Auster

Era da tantissimo tempo che non venivo colta da una tale smania di parlare di un libro letto subito dopo averne girato l'ultima pagina. Da troppo tempo non venivo folgorata in maniera così totale da un autore fin'ora sconosciuto. Ragion per cui posso affermare che questa volta mi sono imbattuta in "roba grossa" e desidero insinuarvi il dubbio che anche voi potreste amare questo libro. Ce la metterò tutta, non disperate se non riuscirete a resistere alla tentazione di procurarvelo e leggerlo all'istante!







Titolo: Follie di Brooklyn
Autore: Paul Auster
Prezzo: 11,50€
Pagine: 265
Data di pubblicazione: 2005
Edito: Einaudi
Scheda del libro: 
Voto in stelline: 5 stelline







Trama:

Raggiunta ormai l'età della pensione, Nathan Glass ritorna a Brooklyn, la città dov'è nato e che ha lasciato quasi sessant'anni prima. Trasloca a Brooklyn con l'intenzione precisa di cercare un buon posto per morire. Ma il caso ha deciso per lui diversamente. Gli amori infelici del nipote Tom, le avventure del libraio-falsario Harry Brightman, l'apparizione improvvisa della piccola Lucy, che rifiuta di svelare dove si trova sua madre, sorella di Tom. Nathan pensava di dedicarsi a un progetto, la scrittura di un Libro della follia umana, ma le follie sono lí, appena fuori dalla porta, nel piú vivo e colorato angolo di New York. Come in Smoke e in Blue in the Face, la città e un suo quartiere, Park Slope, diventano straordinari protagonisti. Paul Auster scrive, con Follie di Brooklyn, una commedia dalla trama apparentemente spensierata. Una commedia che termina però la mattina dell'11 settembre 2001, data oltre la quale i lieto fine diventeranno di colpo piú amari e difficili.


cosa penso del libro:

Paul Auster mi girava in testa da un po'. Ne sentivo parlare, mi convincevo a dargli un'opportunità di conquistarmi, ma poi tergiversavo, nicchiavo e passavo ad altro. Non so esattamente cosa mi spaventasse, forse credevo che Auster fosse uno di quegli autori dalla scrittura cervellotica e astrusa, così montati e autocompiaciuti da scrivere solo per se stessi e pochi eletti. I titoli dei suoi libri un po' mettono sull'avviso. Ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo!
Con "Follie di Brooklyn" ho avuto il piacere di imbattermi nella scrittura più schietta e sincera mai incontrata. Auster immagina un protagonista, Nathan Glass, che è anche narratore. E' un uomo depresso, ha lasciato il lavoro per ritirarsi a vita privata a Brooklyn, crede che la sa vita sia finita e non ha nessun interesse a trovarsi nuove amicizie o interessi.
Dato che è fisiologicamente impossibile non fare nulla del proprio tempo, Nathan inizia a scrivere il "Libro della follia umana", raccogliendo tutti gli imprevisti, gli incidenti, i capitomboli e le "papere" di cui si ricorda, al fine di farsi qualche risata e migliorarsi l'umore.
Questo è solo il suo primo passo verso il ritorno alla vita vera, il secondo passò sarà imbattersi per caso nel suo nipote smarrito, Tom Wood, un ex brillante studioso che ha perso la sua scintilla di genialità, è caduto molto in basso e solo adesso sta tentando di rialzarsi.
Dopo questo incontro Nathan assume inconsciamente il ruolo di salvatore di Tom: lui ha rinunciato a vivere ma per il figlio della sua adorata sorella è ancora troppo presto.
Da qui in avanti il libro racconta una serie di mirabolanti coincidenze, fatti che si incastrano con la precisione di pezzi di un puzzle, capovolgimenti del destino così folli da essere più che probabili.
Una lettura trascinante e coinvolgente. Se ci si ritrova commossi leggendo l'epilogo di un libro di neppure 300 pagine non si può far altro che lodare le capacità narrative dell'autore, e io l'ho fatto, lo faccio  e lo farò in eterno. Sentirete ancora parlare di lui su queste pagine.
Un libro sulla ricerca della felicità... e ne abbiamo tutti un gran bisogno.


Quale romanzo mi ha fatto venir voglia di leggere "Follie di Brooklyn"?
I premi Darwin di Wendy Northcutt perché il protagonista Nathan, prima del pensionamento, vendeva assicurazioni sulla vita e più volte parla di truffe smascherate e morti particolarmente strane di cui venne a sapere. Mi ha ricordato il film "Darwin Awords" e di conseguenza mi ha fatto venir voglia di leggere il libro da cui è stato tratto. Qualcuno l'ha letto?


Cosa pensate di questo autore? Cosa avete letto di suo?
Buone letture!
Fede

6 commenti:

  1. Questo è il primo libro di Auster su cui buttai l'occhio anni fa, da allora non ho ancora rischiato l'acquisto ma sembra proprio che debba farlo!!
    Grazie per la bella recensione!!

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    1. Grazie! Assolutamente consigliatissimo.

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  2. Il mio approccio con Auster è stato il libro "Invisibile".
    Mi aveva colpito l'aver letto di un libro scritto in prima, seconda e terza persona ed ero incuriosito dalla possibile resa di una tale schizofrenia narrativa.
    Confesso, alla luce della lettura, di non capire la fama di cui gode l’opera: la storia mi è parsa poco coinvolgente, non sono riuscito ad interessarmi né a lasciarmi sedurre dai personaggi e la narrazione, a tratti sommaria, non aiutava il risultato complessivo chiudendosi con un finale a mio parere sterile.
    Non posso ovviamente denigrare l'autore per un solo libro al mio attivo, magari, più in là, quello da te suggerito potrebbe rappresentare una seconda possibilità per il nostro Paul :-)
    Se poi dovesse capitarti di leggere anche Invisibile, fammi sapere cosa ne pensi.

    Ciao!

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    1. Buongiorno Salvio ^^
      leggendo alcune recensioni mi è parso di capire che Auster ama sperimentare sia con lo stile ma anche con i generi, quindi penso che non amerò tutte le sue opere allo stesso modo.
      Anche la celebre "Trilogia di New York" temo sarà troppo visionaria per i miei gusti. Il prossimo che leggerò sarà "Mr. Vertigo", la trama mi incuriosisce moltissimo, spero che non deluda le mie aspettative.
      Ciao!

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  3. Trovo questo libro banale. Secondo me non l'ha scritto davvero Auster. Perdona la mia franchezza dettata solo dalla delusione. Se follie di brooklyn ti è piaciuto così tanto, ti sconsiglio di leggere i precedenti libri di quest'autore perchè sono tutt'altro.

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    1. Scusa tu la franchezza, ma secondo me dire che non l'ha scritto lui è una sciocchezza.
      Io apprezzo molto gli autori che si rinnovano di continuo nel corso della loro carriera, ce ne sono alcuni che riscrivono all'infinito sempre lo stesso libro e di certo non sono migliori di altri che corrono pure il rischio di deludere i fedelissimi che li vorrebbero sempre uguali a se stessi.
      Questa volta Auster voleva raccontare la storia di un uomo che ricomincia a vivere quando pensa che tutto sia finito nella sua vita e ci è riuscito benissimo, continuo ad esser molto curiosa di scoprire cos'altro ha avuto voglia di raccontare nel corso della sua carriera.
      A presto,
      Fede

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