domenica 3 giugno 2012

Recensione: "Accabadora" di Michela Murgia

La lettura è stata piuttosto veloce essendo il libro molto corto, ma non per questo privo di cose da dire...
Ma passiamo alla recensione!








Titolo: Accabadora
Autore: Michela Murgia
Prezzo: 18,00€ (economica 13,00€)
Pagine: 164
Data di pubblicazione: Gennaio 2009
Editore: Einaudi
Scheda aNobii del libro: 
voto in stelline: 4 stelline







Trama:

Nei primi anni cinquanta del XX secolo a Soreni, un piccolo paesino della Sardegna, dove tutti sanno tutto di tutti facendo finta di non sapere, la piccola Maria Listru, ultima e indesiderata di quattro sorelle orfane, viene adottata da Bonaria Urrai, anche lei vedova benestante, ma senza mai essere stata sposata. Maria diventa così una "Fillus de anima ... i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità dell'altra".


cosa penso del libro:

Io sono un po' particolare, non leggo volentieri le trame dei libri che mi interessano perchè voglio evitare anche il minimo spoiler. Perchè quando leggo penso molto, cerco involontariamente di anticipare con la fantasia cosa capiterà nelle pagine successive, e spesso nelle sinossi dei libri vengono anticipati fatti che capitano solo a metà libro, così la mia lettura è definitivamente rovinata perchè passo il tempo a pensare "Sarà ora che capita quella cosa anticipata nella trama?". Quindi mi oriento con l'istinto, leggendo le recensioni a "spizzichi e bocconi" e soffermandomi di più sulle impressioni generali riguardo all'originalità e allo stile piuttosto che sui riassunti della storia.
Tutto questo per dire che quando ho iniziato a leggere questo libro non sapevo minimamente chi era e cosa faceva l'Accabadora, e non lo dirò in questa recensione perchè penso che quest'ignoranza mi abbia permesso di godermi molto di più la lettura, dato che ho scoperto il segreto della vecchia lentamente e in contemporanea con Maria, la sua fillia de anima.
Durante la lettura sono stata colta da sentimenti quali sgomento, ansia e incredulità, sentimenti che ovviamente non avrei provato se già avessi saputo a cosa andavo incontro. Per cui mi raccomando con tutti voi: se ancora non sapete di cosa parla questo piccolo capolavoro che è "Acabadora" di Michela Murgia NON leggete le sinossi che si trovano on-line perchè atrimenti metà del piacere verrà perso.
Vi basti sapere che il tema centrale è un argomento molto serio e delicato e, sebbene la storia sia ambientata nella Sardegna degli anni '50, estremamente attuale.
Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione del paesino sardo, dove regna l'omertà, dove non è importante cosa è giusto e cosa è sbagliato ma solo cosa deve essere fatto e cosa non deve essere fatto, dove l'unico passatempo degli abitanti è spettegolare del nulla.
Ho adorato le parti parlate del romanzo in quanto l'autrice è stata molto brava a riportare in forma scritta l'accento sardo.
In conclusione sono rimasta molto soddisfatta da questo romanzo e mi unisco al coro di coloro che lo consigliano vivamente.



Giudizio finale espresso con una bocca affamata:

Possiedo una collezione di bocche abbastanza vasta, non so neanche spiegarmi in perchè, semplicemente mi piacevano e le ho salvate in una cartella. Comunque dato che, com'è ovvio, non ho mai avuto occasione di utilizzarle, ma le trovo tutt'ora molto belle ed espressive, ho pensato che potessero tornar utili per sintetizzare il mio pensiero sul singolo libro. Ci provo!
La bocca adatta per "Accabadora" è questa:



La cosa più affascinante di questo libro sono i segreti condivisi. Infatti ci si aspetterebbe che in un piccolo paese si cogliesse ogni occasione buona per spettegolare, invece leggendo questo libro ci si rende conto che molti argomenti erano tabù, e tutti erano d'accordo per non affrontarli mai. Erano molte le cose che tutti sapevano ma di cui nessuno parlava, per amore della convivenza e delle tradizioni. Veramente affascinante.


E con questo è tutto!
Ovviamente sono curiosissima di leggere le opinioni di tutti!

Avete letto questo libro? Cosa ne pensate? Lo avete in wish list?

Come sapete ho abolito le captcha, quelle fastidiose parole chiave che bisogna inserire quando si lascia un commento, quindi farmi sapere la vostra opinione non vi richiederà che pochi secondi!

Buona notte e buona domenica!
Fede



10 commenti:

  1. Io "purtroppo" so già qual è il ruolo dell'Accabadora... ma da come parli del libro, penso che riuscirò ad apprezzarlo lo stesso! :)

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    1. Di sicuro sì, è molto ben scritto. Ho sentito un po' la mancanza di scene vivaci che a mio parere lo avrebbero reso perfetto, ristabilendo un po' di equilibrio con le numerose scene cupe o caratterizzate dall'amarezza. Ma è comunque una lettura godibile e interessante.

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  2. Letto lo scorso anno e recensito sul blog...piacque molto anche a me, soprattutto la ricreazione di atmosfere e linguaggi...davvero brava la Murgia a raccontare al sua terra...

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    1. Sì molto brava. Ed è bello "scoprire" questi talenti italiani.

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  3. Ovviamente essendo sarda, so cosa è "Sa Accabadora"!!
    Comunque la mentalità dei paesini non è cambiata dagli anni 50!Ci conosciamo tutti, essendo solo 3000 abitanti!!!quindi c'è ancora la tendenza a spettegolare!
    Sono molto curiosa del linguaggio, dato che abbiamo sardi diversi!!!!
    Me lo faccio prestare da mia suocera cosi lo leggo!!!
    Mi sono molto incuriosita!

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    1. I personaggi non parlano molto sardo, dato che non lo capirebbe nessuno a parte voi isolani, ma credo sia stata brava nell'imitare la cadenza che il dialetto lascia in un sardo che parla italiano. Non credo sia stato facile renderlo per iscritto!
      Comunque il problema dei pettegoli credo ci sia ovunque, bisogna aver fortuna e nascere menefreghisti ^_^

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  4. Si si lo so!!!però da quelle poche parole si capisce la differenza tra un sardo e un altro!!!!per esempio nella mia zona non si dice Fillus de anima!!!
    No non è molto facile renderlo per iscritto!!molte volte mi capita di non riuscire a spiegarmi in italiano, perchè molte parole sarde non hanno una traduzione letterale!!!
    Il problema pettegolo c'è dovunque, però penso che in un piccolo paese le voci circolano molto di più e più velocemente, quindi ti pesa di più rispetto a un paese un pò più grande!!! anche se sei menefreghista, il modo di come ti guardano le persone, lo sguardo da critica, fa girare i nervi!!!

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  5. l'ho letto pure io un paio d'anni fa e mi era piaciuto molto! condivido ciò che hai scritto! e pure la bocca!^__^

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  6. il libro purtroppo non lo conosco, ma ho un premio per te :-)
    http://libridilo.blogspot.it/2012/06/premio-i-love-your-blog.html

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