martedì 22 luglio 2014

Recensione: "Chi è morto alzi la mano" di Fred Vargas

Oggi recensisco un noir che ho approcciato in seguito alle tantissime recensioni positive. Non credevo che il genere potesse essere di mio gusto ma ho tentato e il risultato è stato molto positivo! Continuerò sicuramente su questa strada!






Titolo: Chi è morto alzi la mano
Autore: Fred Vargas
Prezzo: 11,00€
Pagine: 208
Data di pubblicazione: 2010
Edito: Einaudi
Scheda del libro: 
Voto in stelline: 4 stelline 1/2






Trama:

L'ex cantante d'opera Sophia Siméonidis scopre una mattina che nel giardino della sua casa compare un faggio, forse il dono di un segreto ammiratore, forse la minaccia di avvenimenti nefasti. Alcune settimane più tardi, la donna sparisce misteriosamente. A far luce sul mistero è un'improbabile squadra investigativa formata da tre storici (Marc Vandoosler, Lucien Devernois, Mathias Delamarre) e dallo zio di Marc, un ex-poliziotto cacciato per corruzione; i quattro vivono nella decrepita casa a fianco di quella della Siméonidis.


cosa penso del libro:

Oggi mi tocca un compito difficile dato che vorrei parlarvi di questo romanzo dell'autrice francese Fred Vargas, "Chi è morto alzi la mano", e incuriosirvi a sufficienza per convincervi a dare una possibilità alla serie di noir senza però dirvi troppo del vero punto di forza del romanzo, che è l'estrema originalità dei suoi protagonisti, ovvero i quattro uomini che si impegnano per risolvere il caso al centro della storia.
A lavorare sul caso sono tre storici, i famosi "evangelisti" che danno il nome alla trilogia, e il vecchio Vandoosler, un ex poliziotto corrotto zio di uno dei tre. 
La cosa eccezionale, che rende la lettura un'esperienza indimenticabile, è il fatto che ognuno dei tre storici è appassionato di un diverso periodo storico e parla, pensa e agisce in accordo con esso. Non dico di più per non rovinare la sorpresa, sappiate solo che quest'idea dell'autrice da il via ad una serie di dialoghi spassosi, intelligenti e frizzanti tra i protagonisti, che sono il cuore pulsante del romanzo.
Il giallo che i quattro devono risolvere è intricato e ben costruito, ogni tassello si incastra alla perfezione con gli altri e Vargas è brava a distrarre l'attenzione del lettore dal vero assassino, disseminando con maestria false piste. Da non amante del genere mi sono ritrovata invece coinvolta e intrigata.
La dicitura noir mi ha sempre fatta pensare a sangue e violenza, cosa che fortunatamente non ho trovato in questo romanzo. La narrazione e il tipo di investigazione mi hanno fatta pensare al famoso reporter/detective belga Tintin: un mix di indizi, misteri e corse a perdifiato.
Non posso che consigliare vivamente il romanzo e la serie intera, che continua con "Un po' più in là sulla destra" e "Io sono il Tenebroso". E di certo proverò anche il primo libro della serie dedicata al detective Adamsberg, che inizia con "L'uomo dei cerchi azzurri".


E voi? Avete letto questa serie? 
Mai mi sarei aspettata di appassionarmi così tanto ad un noir, che i miei gusti stiano cambiando?
O forse è l'estate... Si vedrà ^^
Ciao
Fede

2 commenti:

  1. Sono contenta che ti sia piaciuto, la Vargas mi incuriosisce un sacco :D
    Il dettaglio dei tre che si comportano in base al loro periodo storico preferito, poi, non lo sapevo... e mi mette addosso ancora più voglia di leggere il libro!

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    1. La caratterizzazione dei personaggi è ben fatta ed estremamente originale, vale da sola la lettura! Stupendo ^^

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