Ecco una nuova occasione per pubblicare una puntata della rubrica flashback, dedicata alle recensioni di libri letti prima di inaugurare il blog e di cui quindi non ho avuto occasione di parlare prima.
Questa volta l'input arriva direttamente dal grande schermo! Sì, perchè ieri ho finalmente avuto occasione di vedere il film di Hunger Games, e sono ansiosa di condividere la mia opinione con voi amici, amanti del genere distopico e YA.
Inizio con la mia recensione del libro:
Titolo: Hunger games
Titolo originale: The hunger games
Autore: Suzanne Collins
Prezzo: nuova edizione a 14,90€
Pagine: 369
Data di pubblicazione: 2009
Editore: Mondadori
Scheda aNobii del
libro:
❤
Trama:
Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta.
cosa penso del libro:
Nonostante le centinaia di critiche positive non ero troppo convinta che questo libro mi sarebbe piaciuto, la trama è un po' banale e il tema trito e ritrito. Tuttavia, a lettura terminata, mi vedo costretta ad unirmi alla massa dei pienamente soddisfatti dalla lettura.
L'autrice è meravigliosamente brava a introdurre i personaggi, che impariamo a conoscere attraverso le loro esperienze passate, i loro pensieri riguardo il mondo in cui vivono e i loro atteggiamenti nei confronti delle persone che amano. Si instaura da subito una profonda empatia nei confronti di questi ragazzi sfortunati, che vivono nella paura e nella povertà, tanto che a poche pagine dall'inizio del libro, quando avviene l'estrazione dei tributi per gli Hunger Games, le emozioni che pervadono il lettore sono già fortissime, benchè la storia sia appena cominciata: ci sono ansia, attesa, sgomento, incredulità e vivo terrore.
I personaggi non sono affatto stereotipati e anzi i ruoli si invertono: è la ragazza ad essere forte e coraggiosa e il ragazzo ad essere devoto e innamorato, in maniera dolcissima ma non smielata. In questo libro, cruento al punto giusto, l'autrice trova infatti il tempo di parlare d'amore, un sentimento che non sboccia in maniera inspiegata alla prima occhiata ma che ha radici molto profonde: è un amore condannato, tenero e condito di incomprensioni. Senza che i protagonisti abbiano bisogno di dirsi quanto si amano, il sentimento che li unisce pervade il lettore, scalda il cuore e fa crescere la speranza.
Il contesto non è quello ideale affinchè nasca un nuovo amore, infatti la stessa protagonista è insicura riguardo ai suoi sentimenti: sul finale anche il lettore inizia a dubitare che la storia tra i due tributi sia sincera e abbia un futuro. Certo è che l'autrice ha scelto il momento e la frase perfetta per terminare il libro, la voglia di passare subito al successivo è incontenibile!
Giudizio finale
espresso con una bocca affamata:
Possiedo una collezione di bocche
abbastanza vasta, non so neanche spiegarmi in perchè, semplicemente mi
piacevano e le ho salvate in una cartella. Comunque dato che, com'è ovvio, non
ho mai avuto occasione di utilizzarle, ma le trovo tutt'ora molto belle ed
espressive, ho pensato che potessero tornar utili per sintetizzare il mio
pensiero sul singolo libro. Ci provo!
La bocca adatta ad "Hunger Games" è questa:
Questo è un libro rivolto ai ragazzi, depurato da scene troppo macabre o troppo spaventose, ma nonostante questo riesce ad essere doloroso: se ci si sofferma a pensare alla sofferenza che devono provare i genitori di questi ragazzi il giorno della mietitura, alla paura, al senso di impotenza, se ne esce senza più fiato.
cosa penso del film:
(da leggere solo se si è letto il libro e/o visto il film)
Innanzi tutto devo dire che gli attori sono tutti eccezionali, in particolare i due protagonisti, Jennifer Lawrence che che interpreta Katniss e Josh Hutcherson che interpreta Peeta. Sono tutti e due molto bravi ad esprimere ogni sorta di sentimenti, tramite la mimica facciale, risultando, inoltre, molto intensi.
La scena della mietitura è stata resa alla perfezione, assistendovi ho provato gli stessi sentimenti di ansia provati durante la lettura, mi è piaciuta molto, con quegli sguardi spaesati, quelle reazioni di sollievo e distacco quando il loro nome non veniva estratto, tutto moto ben fatto. Il personaggio di Gale è stato trattato con molta superficialità, quasi non si è capito il suo legame con Katniss, il che è un vero peccato. In compenso l'altro personaggio maschile, Peeta, è meraviglioso. Avete visto i suoi occhi pieni di lacrime quando lasciano la città? Avrei voluto abbracciarlo! E il suo sguardo adorante quando parla con Katniss? E la sua simpatia quando parla con Caesar (il presentatore)? Tutto come nel libro, perfetto.

Non mi è piaciuto per niente com'è state resa la storia della spilla, totalmente sbagliato! Tra l'altro ha causato non poca ilarità nelle persone che sono venute al cinema con me. Per chi non avesse visto il film mi spiego: la spilla viene regalata da Kat a sua sorella come porta fortuna, ma la sorella viene estratta. Al momento dei saluti la sorelle gliela rende dicendole che la proteggerà. Tenendo conto che lei l'ha indossata per 5 minuti e nel frattempo ha rischiato di dover partecipare agli Hunger Games a frase sembra un pochino assurda, e ha scatenato parecchie battutacce tra i miei vicini. Mi è dispiaciuto, perchè nel libro non andava così, in questo punto la sceneggiatura è stata pessima. Un'altra cosa che non mi ha soddisfatta è l'atteggiamento di Haymitch, il mentore, nei confronti dei due tributi del distretto 12. Sembra che lui parteggi per Katniss, quando in realtà nel libro il suo preferito è Peeta, aiuta Katniss solo perchè è consapevole che solo lei ha qualche possibilità di sopravvivere. Ma non si tiene per se i suoi pensieri, anzi li chiarisce ben più di una volta.

Poi ho trovato molto mal resa la parte riguardante Rue. Sembra che passino solo poche ora assieme, e tutta la disperazione di Katniss quando la ragazzina muore non trova spiegazione. Anche la gratitudine del distretto 11 nei confronti della protagonista non viene ben spiegata. Chi non ha letto i libri di sicuro non capirà cosa significa quel saluto con le tre dita distese.
Per concludere il finale è totalmente sbagliato. Avrebbe dovuto finire con i due protagonisti distanti e in preda ai dubbi e alle incertezze, invece dalle ultime battute sembra che Peeta e Kat siano in perfetta sintonia. Sembra quasi che abbiano cercato un finale neutro, che va bene sia che la trilogia continui sia che si fermi con questo primo film. Deludente.
Per concludere il film mi è piaciuto molto, ma perchè compensavo le lacune nella sceneggiatura con quello che già so avendo letto i primi due libri. Non vedo l'ora di legger il terzo, tra l'altro in uscita il 15 Maggio!
La regia di Gary Ross è stata ottima, le sensazioni uditive e visive erano molto vivide, sembrava di essere lì con i protagonisti. Consigliato a chi ha letto il libro o cerca un film d'evasione un po'diverso dal solito.
Ovviamente sono curiosissima di leggere le
opinioni di tutti!
Avete
letto questi libri? Cosa ne pensate? Anche voi li avete in wish list?
Come sapete ho abolito le
captcha, quelle
fastidiose parole chiave che bisogna inserire quando si lascia un commento,
quindi farmi sapere la vostra opinione non vi richiederà che pochi secondi!
Buone letture e buona domenica!
Fede